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Elenco delle immagini » Elenco delle immagini » Elenco delle immagini » p. 182
si distingue in attiva e passiva, e in certo modo se riporta
in uno. Nono, s'inferisce dall'ottava proposizione, come
il supremo e divino è tutto quello che può essere, e come l'uni- verso è tutto quello che può essere, e altre cose non sono
tutto quello che esser possono. Decimo, per conseguenza
di quello ch'è detto nel nono, altamente breve e aperto si di- mostra onde nella natura sono i vizii, gli mostri, la corro- zione e morte.
Undecimo, in che modo l'universo è in nessuna e
in tutte le parti; e si dà luogo a una eccellente contemplazione
della divinità.
Duodecimo, onde avvenga che l'intelletto non può
capir questo absolutissimo atto e questa absolutissima potenza.
Terzodecimo, si conchiude l'eccellenza della materia,
la quale cossí coincide con la forma, come la potenza coincide
con l'atto. Ultimo, tanto da questo, che la potenza coin- cide con l'atto e l'universo è tutto quello che può essere, quanto
da altre raggioni, si conchiude ch'il tutto è uno.
Argomento del quarto dialogo.
Nel quarto dialogo, dopo aver considerata la materia nel
secondo, in quanto che la è una potenza, si considera la
materia in quanto che la è un suggetto. Ivi prima, con
gli passatempi Poliinnici, s'apporta la raggion di quella secondo
gli principii volgari, tanto di platonici alcuni, quanto di peri- patetici tutti. Secondo, raggionandosi iuxta gli proprii
principii, si mostra una essere la materia di cose corporee e
incorporee con piú raggioni. De quali la prima si prende dalla
potenza di medesimo geno; la seconda, dalla raggione di certa
analogia proporzionale del corporeo e incorporeo, absoluto e
contratto; la terza, da l'ordine e scala di natura, che monta
ad un primo complettente o comprendente; la quarta, da quel
che bisogna che sia uno indistinto prima che la materia vegna
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