La biblioteca ideale di Giordano Bruno
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DIALOGO QUINTO.


. È dunque l'universo uno, infinito, inmobile.
Una, dico, è la possibilità assoluta, uno l'atto, una la forma
o anima, una la materia o corpo, una la cosa, uno lo ente,
uno il massimo ed ottimo; il quale non deve posser essere
compreso
; e però infinibile e interminabile, e per tanto
infinito e interminato, e per conseguenza inmobile. Questo
non si muove localmente, perché non ha cosa fuor di sé
ove si trasporte, atteso che sia il tutto. Non si genera;
perché non è altro essere, che lui possa desiderare o aspet-
tare, atteso che abbia tutto lo essere. Non si corrompe;
perché non è altra cosa in cui si cange, atteso che lui sia
ogni cosa. Non può sminuire o crescere, atteso che è infinito;
a cui come non si può aggiongere, cossí è da cui non si
può suttrarre, per ciò che lo infinito non ha parte propor-
zionabili
. Non è alterabile in altra disposizione, perché non
ha esterno, da cui patisca e per cui venga in qualche affe-
zione. Oltre che, per comprender tutte contrarietadi nel-
l'esser suo in unità e convenienza, e nessuna inclinazione
posser avere ad altro e novo essere, o pur ad altro e altro
modo di essere, non può esser soggetto di mutazione se-
condo qualità alcuna, né può aver contrario o diverso,